|
Il progetto insiste sui territori del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano, interessando 95 Comuni della provincia di Salerno. In fase di pianificazione dell’intervento sono state individuate una serie di discriminazioni alle quali è sottoposto il sistema produttivo delle aree del Parco riscontrate sia dal lato della domanda che dal lato dell’offerta.
In tale contesto il progetto si propone di rendere operativo il modello Compagnia dei Parchi (scaturito da un precedente progetto ADAPT-AGRUS). Tale modello è caratterizzato dalla costituzione di una articolata rete di attori locali e nazionali ed è finalizzato al recupero e riutilizzo a fini turistici del patrimonio immobiliare pubblico e privato, evitando da un lato il suo ulteriore degrado, dall’altro il recupero speculativo o per `seconde case`, ma favorendo l’uso turistico ad elevato valore aggiunto, cioè a rotazione d’uso e capace di offrire servizi accessori e complementari (B&B, piccola ristorazione, servizi per lo sport e ricreativi, servizi per la commercializzazione dei prodotti tipici, ecc.).
Il modello si esplicita operativamente in Equal, attraverso:
l’implementazione di una rete di terminali formativi, informativi e consulenziali, collegata ad un nodo centrale (Learning Center) sparsi sul territorio del Parco. Tale struttura è finalizzata all’erogazione di servizi che possano contribuire da un lato a indirizzare il management del parco verso scelte gestionali in grado di trasformare le attuali economie di sussistenza, connotate da strategie conservative di difesa, verso politiche più tipiche delle economie di sviluppo;
dall’altro ad aumentare la visibilità delle potenzialità insite in quella che può a ragione essere definita una vocazione territoriale;
la creazione delle premesse per il funzionamento di tale struttura, attraverso la predisposizione di percorsi formativi per tutte le figure che saranno coinvolte nella sua attivazione (operatori dell’informazione e dell’orientamento, tutor, formatori, coordinatori del Centro e dei terminali periferici);
il rafforzamento dell’efficacia e dell’efficienza potenziali, attraverso opportune azioni di coinvolgimento attivo e corresponsabilizzazione di soggettività locali, istituzionali o meno, consistenti essenzialmente in attività di informazione mirata, apertura di tavoli reali e virtuali di dialogo, utilizzando i feed back per riposizionare e adeguare contenuti e logica dell’intervento complessivo;
la predisposizione di materiali di supporto per tutte le tre finalità: informativa, formativa e consulenziale, non soltanto ricorrendo a risorse interne al partenariato che esprime una notevole competenza ed empatia (oltre a giocare un ruolo fondamentale nel `settore` e nei territori di tali aree), ma anche attivando expertise esterno tanto al livello nazionale, quanto a quello transnazionale;
l’elaborazione dei supporti citati tenendo conto delle caratteristiche di apprendimento e delle modalità di fruizione e utilizzo proprie di un ampia gamma di destinatari e beneficiari potenziali, facendo ricorso frequente a momenti di try out (microsessioni di sperimentazione) con rappresentanti di tali categorie;
l’adozione e il rispetto di standard qualitativi nell’erogazione del servizio coerenti sia con quelli stabiliti nelle normative nazionali e regionali sia con quelli presentati nel panel di indicatori tipici dei modelli di certificazione (VISION 2000);
la strutturazione di una offerta formativa integrativa e di specializzazione che sappia collocarsi in funzione di integrazione e specializzazione rispetto ai contenuti e in funzione di supporto e rinforzo di apprendimento rispetto alla metodologia didattica. Tale offerta, strutturata in moduli e unità formative distinte e capitalizzabili, sarà resa disponibile in un contesto di alternanza (autoistruzione assistita e rinforzo attraverso una esperienza pratica immediatamente collegata).
Le attività:
Il progetto si articola in tre macro fasi:
Studi e ricerche
Impostazione e realizzazione dei moduli di formazione
Realizzazione e gestione di L.C. (Learning Center) e CIT. (Punti Informativi Territoriali)
Quattro attività comuni all’intero processo progettuale:
Coordinamento
Disseminazione e Mainstreaming
Transnazionalità
Valutazione del progetto.
La prima macro fase di ricerche si articola in tre aree:
Edilizia
Turismo
Cultura e Ambiente
e prevede l’analisi dei fabbisogni finalizzata alla realizzazione di moduli formativi.
La seconda macro fase, prevede la realizzazione delle UFC (Unità Formative Capitalizzabili), strumenti multimediali che sintetizzano, trasformandole in strumenti didattici, le attività della prima macro fase.
La terza macro fase prevede la costituzione e l’apertura di strutture operative, L.C. e CIT, come nodo centrale e `catalizzatore` del network di Compagnia dei Parchi e di riferimento per la rete degli attori territoriali.
Torna Su
|