Gli obiettivi



Obiettivo generale dell’intervento è quello di superare le discriminazioni alle quali è sottoposto il sistema produttivo delle aree parco sia dal lato dell’offerta che dal lato della domanda, creando le premesse perché la leva della formazione sia utilizzabile concretamente ed al massimo delle sue possibilità di incidere sulle problematiche di sviluppo.

In particolare il progetto si propone di rendere operativo il modello Compagnia dei Parchi (scaturito dal progetto ADAPT-AGRUS). Tale modello è caratterizzato dalla costituzione di una articolata rete di attori locali e nazionali ed è finalizzato al recupero e riutilizzo a fini turistici del patrimonio immobiliare pubblico e privato, evitando da un lato il suo ulteriore degrado, dall’altro il recupero speculativo o per `seconde case, ma favorendo l’uso turistico ad elevato valore aggiunto, cioè a rotazione d’uso e capace di offrire servizi accessori e complementari (B&B, piccola ristorazione, servizi per lo sport e ricreativi, servizi per la commercializzazione dei prodotti tipici, ecc.). Il modello si esplicita operativamente in Equal, attraverso una rete costituita da 2 Learning Center.

E’ innegabile, infatti, che un intervento formativo, ancorché mirato e innovativo, destinato a beneficiari correttamente identificati e selezionati, produce effetti nel breve (se finalizzato all`occupazione) o nel medio periodo (se finalizzato all’occupabilità).

La letteratura degli ultimi venti anni in campo formativo mostra che:

i processi di delocalizzazione dell`offerta formativa, che hanno indotto l’attivazione di percorsi di valorizzazione (e talvolta di certificazione) di competenze acquisite in contesti informali e non formali, non si possono limitare, pena un deficit di funzionalità e di efficacia, all’azienda o all’attività sociale e associativa;

così come il bisogno formativo nell’individuo si manifesta iterativamente e sempre più esplicitamente, l’offerta formativa appare ancora legata a esigenze e vincoli di standardizzazione, sia dal punto di vista della sequenza didattica che da quella dell’utilizzo di strumenti metodi e linguaggi;

l’equilibrio tra apprendimento teorico e apprendimento pratico, da sempre concepiti come relazionabili e gerarchizzabili solo in questa sequenza, non è da ricercare sul piano quantitativo, ma sul piano della peculiarità degli stimoli all’apprendimento che i due contesti sono in grado di attivare a fronte degli stili cognitivi del destinatario;

nella struttura della professionalità, a cambiare più rapidamente e più profondamente è la componente definita `competenza esperta`, ovvero i saperi e le conoscenze specifiche piuttosto che le abilità relazionali o cosiddette trasversali;

i sistemi formativi istituzionalmente preposti, sono relativamente attrezzati per operazionalizzare e `trasformare` competenze in competenze professionali;

la formazione intesa come pratica umana per eccellenza (McIntyre, Pellerey), nonostante la sua pervasività, necessita di mediazioni (strutture, risorse umane specializzate, apparati normativi, strumenti e `codici`) e che la frammentazione nella presenza di tali facilities, produce disorientamento e conseguentemente diseconomie nelle scelte, se non cadute della motivazione e rinunce.

Il dibattito è dunque sempre più orientato non tanto a dimostrare che i percorsi individuali sono più efficaci dal punto di vista dell’apprendimento (convinzione largamente diffusa e condivisa: a questo proposito piuttosto illuminante è il contributo degli scritti di Gardner, con particolare riferimento alla teoria dell’intelligenza multipla), quanto a individuare le condizioni operative (norme, risorse, intelligenze) per rendere applicabile, sostenibile e ed efficiente l’adozione di quest’approccio.

Declinando più in profondità l’obiettivo generale sopra esplicitato,
il progetto intende sperimentare in un contesto particolarmente ricco di complessità, come il territorio dei parchi, una soluzione organizzativa in grado:

da un lato di garantire i dovuti margini di flessibilità (sia in termini di aggiornabilità dei contenuti formativi, sia in termini di adattabilità e adeguatezza dei metodi e dei linguaggi formativi ed educativi), irrinunciabili in un approccio di apprendimento individualizzato;

dall’altro di erogare servizi a soggetti che siano portatori, consapevoli o meno, di bisogni formativi, informativi e di orientamento o di istanze relative non solo allo sviluppo personale ma anche a quello economico locale.

Una volta concordato l’obiettivo generale sopra descritto, il partenariato ha iniziato una riflessione sulla fisionomia della soluzione da proporre.

Una struttura attrezzata per erogare servizi alle persone deve innanzitutto definire quali sono le tipologie di `clienti` che intende raggiungere: in altri termini, la corretta ed esaustiva definizione del beneficiario, consente la predisposizione di condizioni operative più efficienti ed efficaci.
A questa domanda la risposta è che i beneficiari sono potenzialmente
e a pari titolo:

gli abitanti nei comuni compresi nel territorio dei Parchi;

i lavoratori che prestano direttamente o indirettamente la propria attività nella gestione dell’area protetta;

gli imprenditori e i dipendenti delle imprese attive nei territori considerati.

Sono questi i soggetti, infatti, che meno di altri riescono a sfruttare quello che potrebbe essere definito il vantaggio competitivo di risiedere in un’area `protetta`, ma che non riesce ad essere sfruttato adeguatamente, creando quelle che consideriamo le condizioni di disagio e discriminazione.

Esiste, inoltre, una seconda serie di tipologie di beneficiari potenziali, riconducibile essenzialmente a:

i visitatori.

responsabili della pianificazione dello sviluppo locale e delle politiche dell’istruzione e della formazione professionale e superiore;

allievi e studenti che debbono o vogliono integrare i propri percorsi di formazione iniziale;

ricercatori, docenti animatori culturali ed esperti le cui discipline o interessi professionali sono direttamente collegabili con le caratteristiche socio-culturali, ma anche economiche, delle aree protette;

imprenditori o investors esterni, interessati a verificare l’opportunità di intervenire nelle aree e nei settori riconducibili al territorio e alle attività del Parco.

In questo caso, si tratta più che di beneficiari, di potenziali clienti delle opportunità offerte. In realtà, offrire servizi a questi soggetti induce senz’altro effetti positivi sulla soluzione del problema di discriminazione. Infatti, interventi articolati su tali soggetti producono visibilità, credibilità, motivazione e sono potenzialmente in grado di stimolare investimenti anche economici.
La conciliazione tra i bisogni diversi di queste otto macrotipologie (nei contenuti, nei temi, nelle modalità di apprendimento, nella capacità di risposta agli stimoli, negli obiettivi didattici e nelle forme di valutazione e certificazione, per citare alcuni ambiti di differenza) può avvenire solo in termini di flessibilità dell’offerta di supporto.
Ma una risposta in termini di frammentazione dell’offerta in funzione della sua massima rispondenza al bisogno specifico, ha prodotto e produce un effetto perverso: quello della perdita di visibilità e della riduzione dell’accessibilità all’opportunità offerta.
In altri termini, la mediazione tra il bisogno formativo, informativo o di orientamento e consulenza e la sua risposta avviene troppo spesso in luoghi e tempi che la rendono inefficiente e inefficace.

Nello stesso Memorandum sulla formazione permanente si fa riferimento al bisogno di adottare un approccio olistico, evidenziando che l’efficienza e l’efficacia ricercate aumentano laddove sia possibile strutturare un’offerta integrata e completa all’interno della stessa struttura.
Il progetto intende costituire e sperimentare una rete che sappia collegare una struttura operante come `Learning Center` (in qualità di nodo centrale e `catalizzatore` del network) con il territorio attraverso gli attori socio economici operativi nelle aree territoriali sulle quali insiste la proposta progettuale. I profili professionali operativi nel LC sono riconducibili all’area della formazione e della consulenza orientativa, integrati da altre figure laddove il LC sarà chiamato a svolgere interventi specifici. Il L.C. costituirà, inoltre, il nodo centrale di riferimento di una rete dei soggetti e degli attori della vita socio-economica operativi e attivi sul territorio dei Parchi e delle Aree Protette. Nel LC tali soggetti potranno cogliere l’opportunità di acquisire competenze professionali e strumenti operativi per attivare iniziative di promozione del patrimonio (edilizio, turistico, ambientale) all’interno e all’esterno del territorio regionale in maniera diffusa ma organizzata in rete.

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